martedì 23 settembre 2014

Panglos e Candide: la fisolofia di Voltaire che aiuta a sopportare un momento di difficoltà.

Ai primi di febbraio del 1977 ebbe inizio un nuovo episodio della mia lunga vita lavorativa bruscamente e inaspettatamente conclusasi al raggiungimento del suo trentottesimo anno solo un paio di mesi addietro.

In quel mese mi trovai a essere assunto da una azienda editoriale che mi fece firmare in anticipo una lettera di dimissioni qualora fossi partito per il servizio militare, per vedermi attribuire un incarico ben diverso che non quello per il quale avevo accumulato esperienza e formazione.

Raggiunsi dunque Cosenza andando via definitivamente da Firenze, sito di transito,  passando solo per un aggiornamento dei bagagli da portare con me, Napoli: città natale che mi ha visto nascere, crescere e dal quel momento in poi giungere e ripartire con una continuità altalenante.
Furono in tanti a commentare il mio discendere dalla Toscana alla Calabria con sarcasmo e ironia.
Intanto la Calabria è la regione che più sento a me vicina!

Dopo un primo periodo nel corso del quale ho soggiornato in quello che a tutti gli effetti poteva definirsi un hotel di medio ordine - ne ricordo ancora il nome "Hotel Mondial”; chissá se esiste ancora! - per motivi economici fui costretto a pagarmi asilo in un hotel che si palesò quasi subito essere di "infimo ordine".

Vi alloggiavano sí persone che vi soggiornavano per motivi di lavoro, studio o altro, ma sopratutto si consentiva ricovero temporaneo a certe donnine succintamente vestite - devo dire che l'aggettivo "succintamente" era un eufemismo - che avevano come loro missione, ma anche come loro necessaria fonte di reddito, quella di rendere per qualche ora - si fa per dire, ma in realtà si trattava di minuti visto il tempo che la gran parte dei loro ospiti impiegavano tra l’entrare e e l’uscire - la vita piú piacevole e meno triste a signori di ogni etá.

Non saprei in vero dire se effettivamente erano allegre o meno perché piú che risate, le mura confinanti della camera in cui cercavo di addormentarmi lasciavano individuare strani rumori che rendevano incerto e agitato il mio giusto e meritato riposo.

Questa caratteristica di cui mi resi conto già nel corso della prima sera, mi diede modo di comprendere - come avevo accennato più sopra - il motivo per il quale il costo era estremamente conveniente!

La camera era di per sé abbastanza squallida; no, non abbastanza: molto; moltissimo anzi!
Letto, tavolo, sedia, una lampada che spargeva una scarsa illuminazione dal centro del soffitto, un lavandino di marmo scuro dozzinale comprensivo di gocciolatoio per piatti. 
Di quelli che una volta si trovavano giá installati nelle cucine economiche delle vecchie case.
Il bagno, alla turca per rigidi motivi di igiene!, era comune a tutte le camere di uno stesso piano.

Nel corso dei mesi estivi il caldo era molto forte.
Gli ospiti fissi o di passaggio si ritrovavano tutti in cortile seduti sulle sedie sdraio per leggere o chiacchierare fino a ora tarda.
Si aspettava che l'aria iniziasse a rinfrescare per andare finalmente a dormire.

Era un albergo che per la sua economicitá era utilizzato anche dai camionisti.
Ne ricordo uno in particolare presente per una o due notti consecutive a settimana.
Arrivava con un furgone della ARTSANA che parcheggiava all'interno; riforniva di prodotti parafarmaceutici le farmacie della zona.
Non saprei dire se questa ARTSANA esista ancora o meno; questa informazione non ha alcuna importanza per quel che voglio dire.

Anche lui si fermava in cortile a chiacchierare e ogni tanto regalava in giro pacchettini di profilattici: i famosi Settebello!
Forse lo ricordo per questo suo strano modo di manifestare amicizia.
Era simpatico e cordiale.

Fu durante il periodo del mio soggiorno in questo albergo del quale non riesco a ricordare il nome, quello in cui tra gli altri libri mi capitò di leggere "Candido" di Voltaire.
Una edizione della Garzanti che ha sempre annoverato tra le sue fila i migliori traduttori all'epoca eistenti; soprattutto per le opere degli autori russi.
Poco importa questa annotazione visto che Voltaire é (di un personaggio importante si parla al presente o al passato?) francese

Quello che ricordo é di aver sottolineato i seguenti concetti:
  1. Dio tende al bene.
  2. Secondo questo principio poiché é Dio quello che ha creato il mondo in cui viviamo, questo non puó non essere il migliore dei mondi possibile.
  3. Nel migliore dei mondi possibile tutto quello che accade non puó non essere che la cosa migliore possibile che possa accadere.
Ora io non voglio che mi si creda uno di quei presuntuosetti che pretendono di parlare di concetti filosofici di alto livello dando lezione financo a professori e studiosi, né dare a credere di voler far mio il ragionamento che Voltaire intendeva trasmettere atteaverso i due personaggi principali della storia: Candido e Pangloss.

Non posso peró non considerare che se non mi fossi trovato nella situazione in cui oggi sono a causa di una certa cosa accaduta solo un paio di mesi fa, non mi troverei di diciannove settembre qui a Sapri, a stemperare, godendone, con bagni di mare e raggi di un docile sole, la calura che continua a solleticare sensibilmente il desiderio di frescura.

Non voglio peró neanche dire "Che fortuna che quel che é accaduto sia accaduto!" per caritá!
Anzi: nella mia ignoranza avrei pensato che se non fosse accaduto del tutto, o almeno non quando quel che è accaduto é accaduto, sarebbe stata una cosa per me molto positiva e buona.

Ma visto che é accaduto, volendo io per mia comodità personale concordare con quel che più in alto mi son pregiato di evidenziare - si tratta della solita storia del voler vedere il bicchiere mezzo pieno! questa la morale di tutto -  quel che é accaduto in quel momento specifico doveva accadere perché era proprio quello che di meglio mi sarebbe potuto accadere in quel momento!

E quest'é!

22 Settembre 2014: Pr 3,27-34 - Dal libro dei proverbi.

Oggi ventidue settembre la lettura della liturgia, l'unica quando si é in giorno feriale, riporta un passo dal libro dei proverbi:

Figlio mio: non negare un bene a chi ne ha il diritto, se hai la possibilità di farlo.
Non dire al tuo prossimo:
«Va’, ripassa, te lo darò domani», se tu possiedi ciò che ti chiede.
Non tramare il male contro il tuo prossimo, mentre egli dimora fiducioso presso di te.
Non litigare senza motivo con nessuno, se non ti ha fatto nulla di male.
Non invidiare l’uomo violento e non irritarti per tutti i suoi successi, perché il Signore ha in orrore il perverso, mentre la sua amicizia è per i giusti.
La maledizione del Signore è sulla casa del malvagio, mentre egli benedice la dimora dei giusti.
Dei beffardi egli si fa beffe e agli umili concede la sua benevolenza.

Non posso non pensare a quanta malvagitá sia stata manifestata nei miei confronti nel corso di questi ultimi anni ma sopratutto nel breve periodo che ha anticipato, concludendosi poi nel giorno stesso dello scorso undici luglio.

Non é tanto perché quel che è accaduto sia accaduto - attendevo il momento seppur sperando che fosse ancora lontano di almeno dodici mesi - ma quel che ferisce è il metodo utilizzato nel compierlo.
Della lettura mi colpiscono i tre seguenti passi:
  1. Figlio mio: non negare un bene a chi ne ha il diritto, se hai la possibilità di farlo.
  2. Non tramare il male contro il tuo prossimo, mentre egli dimora fiducioso presso di te
  3. La maledizione del Signore è sulla casa del malvagio, mentre egli benedice la dimora dei giusti.
Ora io non maledico nessuno - giammai questo! - perché sarei io il malvagio o l'ingiusto.
Né posso stabilire se chi ha perseguito il suo obiettivo nel modo in cui lo ha fatto meriti il titolo di malvagio.

Non sta a me giudicare.
Non posso però impedirmi di pensare e ripensare al modo, all'inganno balordo, sciocco, inutile, perverso offensivo usato nell'agire. 
Non posso però impedirmi di pensare e ripensare a coloro sono stati coinvolti e che vi hanno preso parte.
Non posso però impedirmi di pensare e ripensare alla mancanza di dignità che tutti questi hanno manifestato senza alcuna vergogna; anzi probabilmente soddisfacendosi del risultato raggiunto.

Se sarà deciso che vengano inseriti tra i malvagi, allora non potrà non accadere che la maledizione del Signore cada su di loro.
Se il mio pensare a questa eventualità é invece un peccato di orgoglio e presunzione, che il Signore mi perdoni in considerazione che il mio peccare è dettato dalla sofferenza che il mio cuore continua a patire per l'offesa subita.

mercoledì 17 settembre 2014

Dalla liturgia del 17 Settembre 2014: Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

. 1Cor 12,31-13,13.

Noi abbiamo la fortuna di poter correggere i nostri errori perché abbiamo la possibilità di poter leggere e seguire gli insegnamenti che ci vengono dati dagli apostoli.

Abbiamo “l’obbligo” di farlo! Per essere d’aiuto a noi a agli altri!
Agli altri dobbiamo proporci perché capiscano; se non ascoltano la prima volta occorrerà ripetere ancora una seconda e una terza volta!

Ricordiamoci che non verranno perdonati gli errori di coloro che sanno di sbagliare ma perseverano negli errori non facendo nulla per correggersi pensando che sia sufficiente un pentimento alla fine per ottenere il perdono determinante!
La perseveranza è un bene se ci porta al bene, ma è un male se tende a farci restare nel male.

Io credo che il testo di San Paolo presente nella liturgia di oggi, sia una lettura forse più importante del brano del Vangelo perché non è una parabola dalla quale individuare quale sia l’insegnamento da seguire: parla con franchezza, direttamente in faccia e in maniera brutale.

La “Carità” è quella che ho visto durante tutti i giorni che sono stato a Lourdes.
Una carità semplice, spontanea, che non si manifestava apertamente per farsi lodare.

Quasi nascosta: Lourdes è anche la manifestazione della carità nei gesti, nei volti, nella disponibilità e sopratutto nel sorriso gioioso anche al termine di una giornata stancante e faticosa, degli angeli che si vedono in continuazione girare per i viali.

La carità non chiede il contraccambio, la carità vera é un impulso spontaneo che viene direttamente dal cuore per essere protesi verso gli altri. 
Ha il sorriso, la dolcezza, la comprensione incondizionata.
La carità non si mostra in pubblico per essere additata e plaudita.

La carità è anche nella condivisione!

Certo fa piacere condividere gioie, successi, premi, momenti di gloria: è facile condividere le cose belle! 
Troppo!
Sì: anche troppo quando il voler condividere significa il creare negli altri invidia, sottolineare gli altrui insuccessi, le altrui difficoltà!

Sicuramente procura piacere condividere la nascita di un figlio, un matrimonio, una laurea, un anniversario: è naturale farlo perché ci piace gioire con gli altri della nostra felicità purché senza cattiveria o civetteria!
E accettiamo anche di condividere le cose belle anche degli altri, ma sempre peró che “quegli altri” ci siano vicini: parenti, amici di lunga data.
Ma questo tipo di condivisione è solo pura e semplice futilità: non ne rimarrà traccia né in noi né negli altri!

Difficile invece è condividere il dolore, le delusioni, gli insuccessi, le difficoltà, le malattie, i problemi: non i nostri però!
Quelli degli altri.
Sopratutto di chi non conosciamo, non ci è vicino; sopratutto di chi non ci è amico o parente.

E condividerli con la certezza di poter essere d’aiuto, di riuscire a portare sollievo.
Essere in grado di far questo significa avere la certezza che quando ne avremo bisogno ci sarà chi vorrà condividere il nostro dolore, le nostre delusioni, i nostri problemi, le nostre malattie.

Occorre cercare di non pensare a essere gli unici a comportarci in un cero modo; il dirsi “mica poi son tutti come me!”

Se crediamo che davvero non ce ne siano altri come noi, occorre diventare un esempio perché altri facciano lo stesso e non godere della altrui mancanza: Lourdes ha spiegato anche questo.

Non siamo soli ma in tanti! 
Tantissimi! così tanti che pensare a un numero viene in mente la risposta di Gesù a Pietro quando gli chiede quante volte bisogna perdonare a chi sbaglia: settanta volte sette!

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Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi


Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime.

Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.


E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.


E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.


La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. 
Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.


La carità non avrà mai fine. 

Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. 
Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. 
Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 
Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. 
Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino.


Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. 
Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. 

Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. 
Ma la più grande di tutte è la carità!

lunedì 15 settembre 2014

Eccesso di galanteria....!

Entrano in due.
Il ragazzo alto, non proprio altissimo ma piú alto di me.
Che poi non é che ci voglia molto.
Segaligno guarda tra i pantaloni dei modelli a gamba lunga e stretta.
Collezione per la nuova stagione appena esposta.

Lei slanciata, magra, dall'aspetto giovanile ma giovane davvero non proprio più.
Di quei tipi che nonostante l’età si fanno notare per il modo originale ed eccentrico che usano nel mostrarsi in giro.

Bionda; un acceso "biondo coiffeur”.
Due gambe tornite e dritte sotto un abitino leggero color rosa con fantasie di fiori bianchi e che termina poco sopra il ginocchio.

Caviglie snelle e un paio di scarpe estive aperte con tacco alto, non sottile.
Giusto.
Per sminuire la differenza d'altezza con il ragazzo.
Smalto rosso fuoco alle mani e ai piedi; una scollatura tentatrice che nasconde un seno piccolo ma interessante.

Il trucco… ben fatto, niente da dire, ma che non riesce peró a mascherare completamente l’età.

Si muove con grande perizia e agilità tra gli scaffali con gli occhi azzurro cielo che rincorrono, tra una camicetta e l'altra quella giusta.

I suoi modi lasciano intendere che sa il fatto suo e non ha bisogno di consigli; mi rivolgo al ragazzo che, lasciato solo pare proprio aver bisogno d'aiuto.

Complimenti, esordisco! Lei ha una mamma che é davvero una bella donna! 
Sembrate quasi fratelli!

So di mentire, ma so farlo con garbo e con delicatezza; far complimenti alle mamme ha sempre portato buoni risultati.

Vedo che il ragazzo si ferma restando immobile.
Lo guardo meglio in viso e mi vien da pensare che deve utilizzare davvero un buon rasoio... o forse non ha ancora fatto la sua prima barba...

Resta a guardarmi fisso negli occhi tacendo.

A voltarsi verso di me é la signora e quelli che prima sembravano essere due occhi celestiali si trasformano in due tizzoni ardenti!
Mi spara linguacce di fuoco e mentre il suo volto cambia mettendo in risalto le rughe degli occhi e del collo mi urla:

Non sono la sua mamma, e lui non é mio figlio! 

Parole come vetriolo: vorrei sprofondare!

Lui é il mio compagno! E lei é un villano screanzato che non mi vedrá mai piú metter piede qui dentro!
E tu...! Cretino...! Cosa fai con quella bocca aperta a dar asilo alle mosche senza dir nulla...? Non sai difendere la tua donna...? Corri qui, vieni! Andiamo subito via.

E quest'é!

PREVENZIONE AUTOCONSERVATIVA.

Signore....?! Scusi....? Signore....?
Abbia pazienza.... mi perdoni se la disturbo...

Vedo che che sta per scendere in acqua... sa, questo mare un po' agitato... con questi tre bambini....
Tutti suoi figli? Complimenti! Bei bambini! Davvero!

Il piú grande ha quattro anni? Perbacco! Si é dato da fare negli ultimi tempi...!
Complimenti anche alla mamma!

Dunque..., le volevo dire... volevo far presente.... lei ora va in acqua... 
Cioè: andate "tutti" in acqua giusto... ah certo! fa bene a far indossare i braccioli ai bambini sa...? Che non si sa mai...!
Ma infatti... ecco... Volevo dirle... tenga presente che questo mare cosí agitato... Queste onde.... insomma... non é che sia una situazione proprio tranquilla... c'é chi finisce con l'andar sotto anche con il mare calmo, figuriamoci oggi....

Ah lo sa? Sì, è vero... proprio di recente é capitato che... 
Ma infatti di questo era che....

Insomma.... no, no.... non le sto per dire che dovete evitare il bagno, o almeno di evitarlo ai suoi figli.... sa, per principio non mi metto mai in mezzo nelle cose degli altri, anzi... faccia... facciate pure...!

Però vorrei che notasse che qui, in questo momento... su questo pezzo di spiaggia... ci siamo solo lei, i suoi tre figli, sua moglie che immagino vedendola tutta vestita... non abbia alcuna intenzione di bagnarsi, e io...

Ecco... non vorrei che poi le dovesse pensar male di me, ma sa, ci tengo a mettere le cose in chiaro sin da subito per non creare equivoci.... insomma.... se lei o qualcuno dei suoi figli dovesse.... come dire... rischiare di finir sott'acqua... con la testa dico... sa... alle volte... un'onda più violenta.... anomala... cioé dovesse rischiare di annegare.... ecco... non so come dirglielo perché la vedo già rabbuiato... ma sia sereno, via! 
Quando si metton subito le cose in chiaro è sempre preferibile... niente recriminazioni, nevvero...?
Eco gliela butto lì, di brutto... nuda e cruda... voglio dire: non conti su di me per un aiuto!

Dica anche a sua moglie che non mi chiami perché é inutile.... non mi butto in acqua per tentare di portare a riva né lei né alcuno dei bambini... dei suoi "sfortunati" bambini...
Beh, sfortunati piú che per quel che accade loro per il padre che... 

Non, non é che non so nuotare, anzi... ma con queste onde... Non vedo come possa pensare che... io che rinuncio a scendere in acqua nonostante il gran desiderio di... insomma come possa pensare che io rischi la mia vita per un... ma sí, via! diciamocela tutta e in faccia... per un deficiente come lei? Ma neanche per sogno!

No-no!... si fermi... stia calmo...! non vede come sono tranquillo io...?

Si, capisco... i bambini... Ma se i suoi figli hanno un padre deficiente, e sua moglie ha "sposato" un deficiente, che cosa posso farci io?
Posso mica mettere a rischio la mia vita per tentare di salvare quella di tre probabili futuri cretini... sà... perché poi é facile che... perché i figli ereditano in genere dai padri principalmente...

Ecco: ora è tutto a posto... ci tenevo a essere chiaro... così che non ci fossero equivoci... accuse...! 
Sono sicuro che mi capisce... sono "certo" che comprende che la mia é solo prevenzione dovuta a spirito di autoconservvazione.

Perché poi l'alternativa sarebbe quella che io prenda subito tutte le mie cose... prima che lei e i bambini mettiate un piede in acqua... e me ne vada... così da non essere presente quando.... ma sa, a me piace molto stare qui.... a guardare il mare...!

…e quest’è…!

venerdì 29 agosto 2014

Tema: Una giornata che non dimenticherò mai.

Svolgimento: una giornata che non dimenticheró mai é venerdí 11 Luglio.

Tutto cominciò...

Martedì 8 luglio: poco dopo le ore quattordici.
Squillo del cellulare: è il Dr. Scoundrel!

Pronto? La disturbo?
Guardi le volevo dire una cosa: venerdì ho un appuntamento con il Dottor Listbutnotfeel a Fitsanus-country.
Saremo io e Colette Deceiver: ci sono da discutere alcune cose relative al contratto, ad alcune fatture etc...
Pensavo: io arrivo direttamente da Capitcity con il treno mentre Pauline Deceiver viene in aereo da Villaincity.
Pernottiamo in un hotel... guardi è un hotel della catena Bell-Hotel a Baron's-poss-tawn.
Pensavo: se ci viene a prendere con l'auto direttamente in hotel, facciamo prima tutti insieme il punto della situazione e poi andiamo insieme su a Fitsanus-country da Listbutnotfeel.
Che dice?
Ok: allora ci vediamo venerdì in hotel: nove e trenta andrà benissimo.
L'appuntamento è alle undici.

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Il venerdi successivo, a tre giorni dalla telefonata.
Nella hall dell'hotel a Baron's-poss il Dr. Scoundrel è lì che aspetta: sono le nove e trenta esatte.
Sorride e tende la mano per un saluto di benarrivato.

Cognome buongiorno!
Come va?
Colette Deceiver non è ancora scesa ma non fa niente l'aspettiamo.
Sediamoci qui... come trova queste poltrone...?
Ha ragione non sono proprio comode! 


****** mentre parla apre la borsa e ne tira fuori dei fogli una coppia di un documento composto da due pagine ciascuno spillate tra di loro *****
Ma non fa niente!
Guardi le devo dare questo....
Si tratta della lettera di comunicazione preventiva dell’intenzione di procedere al suo licenziamento.
Vedo che ride, mi fa piacere vedere che la prende in maniera leggera.
Guardi, io l'apprezzo e l'ho sempre apprezzata per il lavoro che ha svolto, ma devo dire che purtroppo il fatturato da lei raggiunto è inferiore a oltre il cinquanta per cento di quello degli altri suoi colleghi, e oltretutto nell'ultimo anno c'è stato addirittua un calo....
Certo è vero, non è una cosa che dipende da lei, ma purtroppo vista la situazione non c'è altra scelta in quanto occorre ridurre i costi; la sua area verrà ridistribuita tra i colleghi delle altre aree o gestita direttamente da Villancity....

***** intanto Colette Deceiver è arrivata e si avvicina sorridento e saluta; le viene chiesto di attendere magari un po' più distante *****

Ora leggiamo insieme il documento e poi me lo firma.
E' stato già inviato alla DTL di competenza a mezzo posta elettronica certificata.
Da oggi in poi non dovrà più lavorare assolutamente.
Continuerà a essere pagato fino alla risoluzione che potrà avvenire già direttamente nel corso dell'incontro presso la DTL di competenza

In ogni caso lei ha due opportunità: chiudere la questione direttamente nel corso dell'incontro, oppure nel caso procedere promuovendo una causa che non si sa come potrebbe poi andare a finire per lei.
Ma vedrà poi lei cosa fare, secondo quanto le consiglierá chi la rappresenterà per individuare quale potrà essere la soluzione migliore per lei.

Importante è che da ora lei si consideri in attesa: stipendiato ma senza lavorare assolutamente.

Il suo viaggio di oggi per venire qui potrà inserirlo in nota spese, non si preoccupi.
Ora la saluto: io e Colette dobbiamo andare all'appuntamento.

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"Il lavoro rende liberi!" 

I vagoni arrivavano fin dentro il campo.






Coloro che ne scndevano erano messi in fila a seconda delle destinazioni giá in precedenza stabilite.
Alcuni credevano che avrebbero fatto una doccia igienica.
Altri di recarsi in ambulatorio per una visita medica.

Le mamme che andavano alle "docce" venivano rassicurate che i loro bambini, affidati temporaneamente ai soldati, sarebbero stati in buone mani.

E c'é stato anche chi ha creduto di dover andare a prendere in un hotel a Baron's-poss-tawn il Dr. Scoundrel per fare insieme a Colette Deceiver il punto della situazione prima di incontrare il Dr. Listbutnotfeel a Fitsanus-country ….


Che tipo strano questo Dr. Scoundrel!
Che comportamento incomprensibile…. sembrerebbe quasi a kissing asses of Americans??


Qualsiasi riferimento a persone o fatti é puramente.

Nessun errore o dimenticanza: tema finito.




P.S.: chi legge completa secondo propria interpretazione.
L'autore non ha nessuna responsabilità sul risultato delle singole valutazioni.



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Northerners? Are all cowards: kissing asses of Americans!

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FONTE IMMAGINI: GOOGLE IMMAGGINI, APPLE MAPS

venerdì 22 agosto 2014

Caserta, morto prima della promessa di nozze: il mistero di quella manovra.

Caserta, morto prima della promessa di nozze: il mistero di quella manovra.


Ok, posso capire la commiserazione per questo trentaduenne morto per un tragico incidente peraltro da lui stesso causato e per il quale non c'é ancora una motivazione. 

Capisco che nella sua famiglia si viva una tragedia e che il pensiero dei suoi familiari e amici vada a lui. 
Ma la morte è una tragedia per tutti ed il dolore non guarda in faccia chi ha commesso l’incidente e chi lo ha subito.
Il dolore è lo stesso per tutti e tutti meriterebbero rispetto e commiserazione: gli amici e i parenti di entrambi i ragazzi defunti e che sono stati protagonisti di questa tragedia.

L’autore dell’articolo non avrebbe forse dovuto raccontare la storia anche di colui che per colpa di questo sconsiderato é morto? 

Questo è quello che leggo a firma "f.men." su "Il Mattino”: 
"Un incidente che egli stesso ha provocato, imboccando contromano la strada statale 7bis e provando, al momento dell'impatto la morte di un altro giovane rumeno, Ghorghe Imlie di 29 anni.” 

L'uno avrebbe dovuto dare "promessa di nozze" il giorno dopo, e l'altro?
Perché era per strada? Che cosa lo attendeva il giorno dopo?

Perché parlare solo di Pasquale Diana e raccontare solo la sua storia e tralasciare il ragazzo rumeno di 29 anni vittima apparentemente innocente e inconsapevole di quanto stava per accadergli? 
Che forse la vita di un ragazzo rumeno vale meno di quella di un ragazzo italiano? 
Che forse il ragazzo rumeno non ha diritto alla stessa commiserazione che l'altro? 
La sua famiglia non merita lo stesso conforto?

Un giornalista dovrebbe manifestare migliore imparzialità nella diffusione di una notizia.
I giornalisti e i quotidiani dovrebbero evitare di continuare a inculcare sentimenti di egoismo, razzismo, aggressività nelle persone mostrandole come diverse: quelle di serie A e quelle di serie B. 

Dall'articolo il ragazzo rumeno viene considerato solo quale motivo della morte dell'altro: dato che si trovava lì, quell'altro gli è sbattuto contro: come quando si racconta di un automobilista finito contro un muro.
Non conta niente il muro se non per la parte determinante che ha avuto.
Non conta niente Ghorghe Imlie  se non per la parte determinante che ha avuto.

"f.men" non so chi tu sia né lo voglio sapere, ma non mi piaci.

sabato 9 agosto 2014

Negozio di prodotti per animali: ho bisogno di un antiparassitario per l'ambiente. Che mi consiglia?

Padre e figlio: il primo è all’esterno; il secondo se ne sta seduto con aria assente dietro il bancone.
Piú che quello di una persona assonnata il suo é uno sguardo di un ebete.
Non si sforza di rispondere al saluto: lo ha fatto il papà, perché ripetere.
Troppo caldo, troppa fatica.

Chiedo un antiparassitario a spruzzo per l'ambiente.
I soliti incidenti estivi che fanno invadere la casa di insetti strani e sconosciuti.
Chi possiede un cane o un gatto sa di cosa io voglia intendere.

Gennarino è un cane; in verità non si gratta, non manifesta fastidi o pruriti.
Nessuno di questi esserini infernali gli si é mai trovato vicino, ma intanto qualcosa bisogna pur fare.

Quando si ha un animale per casa, non c'è niente da fare: è il primo e unico cui si dà la colpa.

Dunque dicevo: negozio per animali.
Il nome è ben chiaro di ciò che possono vendere.
Il papá del ragazzo dallo sguardo di chi si chiede cosa stia facendo lì e se è proprio vero che sia ancora vivo, risponde subito alla mia richiesta proponendomi un prodotto a suo dire corrispondente alla mia necessità.

Legge attentamente le indicazioni confermandomi la bontá della sua proposta e restando ben soddisfatto del non essersi sbagliato.
Spiega con dovizia di particolari caretteristiche, finalitá e metodo d'impiego del prodotto.
In realtà nulla di quanto non avrei potuto sapere anche io leggendo, come lui, le istruzioni presenti sul barattolo.

Mi convinco; decido di fidarmi: d’altronde è lui l’esperto.
Poggio il prodotto sul banco per prendere il portafoglio dal borsello e il ragazzo, manifestando una incomprensibile e sorprendente dose di iniziativa lo prende tra le mani e annuncia: leggiamo un po' che c'é scritto.
Che sorpresa! e io che avevo pensato male di lui: mai giudicare subito una persona, ha proprio ragione Annetta quando mi rimprovera di farlo troppo spesso e non sempre a ragione! 
Mi preparo a ricredermi quando il giovane con temeraria e mal riposta supponenza, tenendo il prodotto tra le mani esclama: 

Papá! ma qui c'é scritto "5-2014". Ma tu l'hai comprato a maggio? Dopo maggio, oppure prima di maggio?

La sua espressione è chiara: pensa che il prodotto sia rimasto invenduto nello scaffale e sia ormai scaduto; anzi, orrore!, che il papà sia stato imbrogliato: lo ha comprato da poco e glielo hanno venduto già scaduto!

Il papá sorpreso piú che stupito cerca, leggendo nel punto indicatogli, di capire il figlio a cosa si riferisca.
Vedo anche io per avere conferma di quel che credo si tratti: Lotto N. del 5 2014.

Prima che parli il papá intervengo io per evitare che in mia presenza possa rivolgersi al figlio evidenziandone l'imbecillaggine: ma veramente questa non é la data di scadenza ma quella di fabbricazione. Da come é scritto é ben chiaro.

Il papà aggiunge: ma è così! Mica che questi sono prodotti che scadono. Certo che é la data di produzione. Io l'ho comprato da poco! Sapete, mi spiega, sono tante le persone che hanno cani e gatti e che mi chiedono un qualcosa da spruzzare in casa. Questa specie di invasione di animali sembra sia una cosa molto diffusa quest’anno.

Decido che va bene cosí, e che é giunto il momento di pagare. 
Il ragazzo sembra soddisfatto di aver risolto il dubbio e riprende a fissare il vuoto.

Poggio sul bancone ventuno euro, attendendomene in resto dieci.
Il ragazzo guarda i soldi e con voce sofferta chiama:
Papá! Vieni un poco tu qua!

Avrei voluto dirgli: cavolo, ma la cassa sta lì a fianco a te! muoviti e lascia in pace quel poveraccio di tuo padre.

Ma i figli si sa: so’ piezz’ ‘e core!

Il papá era ritornato a uscir fuori del negozio ma fa di buon grado marcia indietro; per incassare lui, il ragazzo si sarebbe dovuto spostare, forse alzarsi dallo sgabello, pigiare i tasti, prendere i miei soldi per consegnarmi scontrino e resto.

Troppa fatica! Meglio dedicare le ultime forze per portare dal banco fino alle labbra la lattina di una non saprei quale bibita che riprende a bere.
Una bella fatica! lo si vede dalla lentezza del gesto.

LA PROVOCAZIONE DEI LEGHISTI Festa del Carroccio ad Arcore: al ristorante si pagherà in lire L’iniziativa, già sperimentata in altre occasioni, per contestare il passaggio alla moneta comunitaria di Riccardo Rosa - Il corriere della sera - Milano cronaca

Dopo aver letto l’articolo che riporto più in basso, e poiché l’articolo non ne contempla la spiegazione mi sono chiesto, e sarò grato a chi vorrà avere la bontà di aiutarmi a capire:
Ma come è stato calcolato l’importo in lire del conto del ristorante dovendo comunque partire da una valutazione in euro?
Moltiplicando sic et simpliciter la cifra corrispondente agli euro per 1936,27 così che 10,00 Euro sono diventati 19.362 lire?
Han voluto dimostrare che se invece dell’euro ci fosse stata la lira il costo sarebbe stato non pari a dieci euro ma pari a cinquemila lire?

In base a quali calcoli e valutazioni dunque, è stato stabilito il costo?

Forse che hanno calcolato quale sarebbe stato il valore della Lira all’interno di un complesso sistematico meccanismo di svalutazioni che la lira avrebbe sicuramente subito dal 2002 a oggi, così che magari un piatto di polenta da dieci euro si è trasformato in un piatto di polenta da 150.000 lire?

Ma non credo perché questa cosa sarebbe stata a vantaggio dell’euro.

Insomma: quale sia stato il listino prezzi del menu non è dato saperlo e pertanto l’informazione è parziale, insufficiente e non fa capire se tra i leghisti ci sia una mente veramente eccelsa o una mente subnormale come in genere costoro danno dimostrazione di possedere.

A chi decidesse di aiutarmi a capire sarò davvero riconoscente. 

E più dimostrano di essere subumani e più ricoprono ruoli di rilievo: d’altronde è normale che il comando sia dato a chi dimostra di essere il primo e il migliore.

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Alla festa della Lega il conto del ristorante si paga in lire. 

Dalla fine di luglio l’area feste di Arcore in via Monte Santo è occupata dalla manifestazione del Carroccio. 

Mercoledì 6 agosto, a partire dalle 21, oltre ad essersi assicurati la partecipazione di Matteo Salvini, il segretario federale del partito, gli organizzatori dell’evento hanno deciso di tentare un esperimento già provato in passato per far capire in che misura l’introduzione della moneta europea abbia pesato sulle tasche degli italiani: consentire ai partecipanti che hanno conservato monete o banconote oramai fuori corso di pagare il conto del ristorante in lire. 

«Abbiamo deciso di far toccare con mano il peso dell’euro – ha spiegato il responsabile organizzativo provinciale del Carroccio, Andrea Villa – . Mercoledì sera i prezzi dei piatti e delle bevande saranno esposti in lire e si potrà anche pagare con la vecchia moneta». Per tutti quelli che invece pagheranno in euro, probabilmente la maggioranza, gli addetti calcoleranno il cambio.
Impossibile riscuotere l’incasso in lire

L’iniziativa, però, si limita alla boutade: il decreto Monti del 6 dicembre 2012, infatti, prevede che «le vecchie lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell’Erario con decorrenza immediata e che il relativo controvalore è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere assegnato al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato». 
È quanto si è vista rispondere una donna originaria di Rovigo, ma residente a Bruxelles, che non ha potuto riscuotere la cospicua somma trovata a casa dello zio paterno, emigrato a Berlino: due miliardi delle vecchie lire, il corrispettivo di circa 1 milione di euro.

4 agosto 2014 | 17:48

Gestori telefonici.... incidenti del mestiere...

Agosto 2014.
La mezzanotte è trascorsa da un’ora e dieci minuti.
Il nove, sabato, è appena iniziato e solo per caso sono ancora sveglio quando il cellulare dà segno che è appena arrivato un essemmesse.
Figli, sorella, cognati, nipoti sono distanti e questo squillo crea un po’ d’ansia.

Leggo il mittente: Alessandro.
Cavolo: per scrivermi alle ore una e dieci della notte deve essere qualcosa di importante:

Ciao, ho provato a chiamarti anche stamattina varie volte: ero a San Marzano. Così magari ci si poteva vedere. Ora sono in treno di rientro a Bologna. Ci sono novità? Alessandro.

Perbacco: scorro avanti e indietro alla ricerca di telefonate ricevute alle quali non ho risposto.
Ero al supermercato e non ho sentito lo squillo del telefono?
Forse ha chiamato quando ero in ammollo tra il bagnasciuga e la riva?

Niente: nessuna telefonata.
Sono sveglio e quindi inizio a pensarci sopra: ma perché scrivermi a quest’ora? Avesse inviato questo messaggio un po’ prima gli avrei telefonato; ora è un po’ tardi.
E poi è in treno: magari la linea non prende bene.

Inoltre gli avevo scritto che sarei partito giovedì 7 per Villammare: non ci saremmo mai potuti incontrare il giorno successivo.
Strano però: è in treno per rientrare a Bologna a quest’ora! Possibile così tardi? Possibile nessun treno prima?

Ma ripeto: sono sveglio e quindi approfondisco.
Andando per gradi e scendendo la lista delle priorità mi accorgo che l’ora dell’invio del messaggio indica le 16.43.
Un po’ in ritardo ma in estate un ritardo può accadere.
Poco rammarico in fondo: non ci saremmo potuti incontrare ma almeno gli avrei scritto.

Fatto bene a non chiamare appena letto il messaggio: era in treno nel pomeriggio, ora starà dormendo!
Gli avrei combinato un bello scherzo!

Scendo ancora di un gradino e leggo che il giorno dell’invio è Lunedì 28 Luglio!
Rileggo più volte: non è possibile, oggi è ormai nove agosto. Posso capire qualche ora e cioè dalle sedici e tre quarti di ieri a ora, ma qui si tratterebbe di giorni.
Faccio il conto: non si tratta di qualche ora di ritardo ma di sei giorni e qualche ora!

Non mi sbaglio: il messaggio risulta inviato proprio Lunedì ventotto Luglio alle ore 16.43.

Cavolo: sarà mica un record, o ci sono performance migliori non conosciute? 
Una volta si raccontava di cartoline o lettere consegnate dal servizio postale con mesi o addirittura anni di ritardo.
Se i dirigenti delle Poste italiane sapessero di questa cosa si vergognerebbero per essere forse diventati secondi!
Si sa: un essemmesse è una cosa immediata: si manda si riceve, si risponde, si legge etc…
Si usa per fissare appuntamenti galanti, incontri d’affari…. anche un minuto di ritardo in queste circostanze viene considerata un’eternità!

Non conosco il gestore telefonico utilizzato da Alessandro: quello che utilizzo io è TIM.
Chi dei due il responsabile: chi gestisce l’invio o chi gestisce la ricezione?

Che importa: la cosa fondamentale è che come quelle lettere o cartoline sono giunte con anni di ritardo, anche il messaggio di Alessandro è arrivato.

Ora fiducioso attendo la segnalazione delle telefonate fattemi alle quali non ho risposto e delle quali non ho ancora ricevuto notizia: mi arriverà la sola segnalazione oppure riceverò gli squilli?

Dalle ore una e dodici di questa notte attendo di scoprire cosa accadrà con impazienza!