“Traditi ugualmente, ugualmente spogliati, risorgeremo allo stesso tempo delle nostre sventure; che mai à durato lungamente l’opera della iniquità, né sono eterne le usurpazioni”. - S. M. Francesco II - Proclama di Gaeta, 8 dicembre 1860
domenica 10 maggio 2009
La seconda domenica di maggio
domenica 12 aprile 2009
L'addore d''e ffresie
domenica 1 febbraio 2009
In ospedale. In visita alla zia.
Nella stanza sono in due. La zia di mia moglie, ed una ragazza.
È l'orario della cena, e l'infermiera si affaccia nella stanza. Verifica i nomi delle due degenti, controlla sulla sua cartella: per entrambe è prevista soltanto una bottiglietta d'acqua. Non possono mangiare niente.
La zia ha subito un intervento operatorio abbastanza serio all'intestino. Forse restare digiuna per chissà ancora quanti giorni.
La ragazza è stata invece ricoverata la sera precedente per una sospetta appendicite. Si sta decidendo se sarà il caso di operarla o meno.
Per ora soltanto medicinali che forse stanno risolvendo la situazione. Probabile una infiammazione, la sua.
Anche lei non può mangiare niente. È in osservazione.
Tutto tranquillo quando in visita alla ragazza arrivano due signore; forse parenti. Forse la mamma con una zia, la nonna…
Sono in due. La più anziana delle due è la più chiassosa.
Persone dall'aspetto indefinibile. La solita esuberanza meridionale le contraddistinge.
D'un tratto salta fuori una scatoletta di plastica. La ragazza si siede sul letto, si sistema di lato, gambe "appese", apre e preso il necessario inizia a mangiare mentre in tre stanno lì ad osservarla sorridendo e scherzando. Le due nuove arrivate, più un giovane dall'aspetto indecifrabile che era stato lì a tenerle compagnia.
Mangia tutto il contenuto, fino alla fine. Salsa compresa.
Nemmeno un ripensamento, nemmeno un dubbio.
Solo una breve domanda dal becero che era rimasto, fino all'arrivo delle nuove arrivate, a farle compagnia con la testa infilata in un giornale di scandali al sole: "Ma ho sient' ancora 'o dulore? Nun te fa male cchiù a panza? Te sta passanno? Eh… e visto… !
In ospedale, se qualcosa dovesse non andare per il verso giusto, quali spegazioni potranno darsi i sanitari?
Se starà male, si accuserà di certo il dottore e quindi l'intero ospedale, che…………
martedì 6 gennaio 2009
Pensieri serali
Sempre più spesso si vive con lo stesso spirito di quando in auto, dopo aver percorso cinquanta chilometri, siamo certi che mancandone ancora 50 all’arrivo sicuramente li percorreremo qualunque cosa possa accaderci per via. Ingorgo, traffico, sosta per il caffè, neve, gelo…incidenti… ovviamente di altri.
Perché non può essere possibile diversamente; non è pensabile che non sia così.
Poi d’un tratto, e senza alcun preavviso, al cinquantesimo chilometro siamo belli e che arrivati.
Avevamo sbagliato i calcoli? Strada? …I conti…?
Tutto è possibile.. magari scopriamo anche di non essere stati i soli, a trovarci a destinazione avendo fatto minor strada…
Per chi avrà percorso ogni chilometro come se fosse stato l’ultimo, sarà quello colui che effettivamente sarà giunto alla meta.
…tutti gli altri si saran fermati soltanto a metà, pur essendo giunti alla fine della via…
domenica 4 gennaio 2009
Ferrovie Italia: ogni giorno una nuova. Mai termine al peggio…
Sono sempre più convinto che una delle ragioni del degrado dei servizi primari, sia stata la loro presunta privatizzazione.
Le Ferrovie Italia, sono sempre più scadenti come peggio a mio avviso non si potrebbe.
Oggi, 4 Gennaio 2009; è domenica; giorno di festa, quindi presumibilmente giorno in cui potrebbe evidenziarsi una maggiore movimentazione da e per le città confinanti – Napoli e Salerno - e per le loro più immediate periferie. Senza contare le percorrenze interregionali lunghe.
Pompei. Siamo in Campania, in provincia di Napoli. Censimento 2001: numero abitanti residenti 25.751.
Tra decessi, nuove nascite, trasferimenti da e per, dopo otto anni il numero potrebbe ancora essere abbastanza attendibile.
Un numero ritengo di tutto rispetto.
Dicevo oggi 4 Gennaio 2009, domenica. In una giornata di questo tipo, il numero – tra residenti, pellegrini, gitanti ed altri – aumenta considerevolmente.
Non tutti viaggiano in auto, ovviamente.
Scrivevo Pompei: dal punto di vista ferroviario un centro di smistamento di una certa importanza, vista la quantità e qualità di treni che operano fermate per i collegamenti tra il Sud ed il Nord dell’Italia.
In considerazione della giornata festiva, l’unica garanzia di movimentazione anche per brevi spostamenti sono proprio i treni di Ferrovie Italia.
Biglietteria della Stazione Ferroviaria di Pompei: mi occorrono i biglietti non altrimenti acquistabili; si tratta di biglietti regionali; di fascia, e quindi non disponibili attraverso il sito internet.
Sono le 19:00: l’orario, per quanto mi è dato conoscere, è senz’altro giusto. La chiusura degli sportelli è prevista alle ore 20:30.
Un breve cartello dinanzi al vetro comunica che il “giorno 4 Gennaio 2009 l’orario per la vendita dei biglietti è previsto dalle ore 06:40 sino alle ore 13:30”.
Ovviamente “sono spiacenti” di non poter soddisfare la mia esigenza.
Non solo la mia: a scoprire l’avviso in quel frangente eravamo un bel po’. Tutti a dover prendere un treno.
Come potevo essere io avvisato di questo? Impossibile che altrimenti recandomi alla biglietteria per acquistare “i biglietti” per la partenza.
Accanto alla biglietteria, la tabaccheria che opera all’interno dei locali della stazione ferroviaria.
Sono biglietti regionali, di “fascia” come si sogliono definire, e quindi “dovrebbero” essere disponibili anche lì.
Infatti lo sarebbero, se ci fossero.
Sono terminati!
Partire lo stesso? E poi? Come giustificare i biglietti di cui non sono in possesso?
I cosiddetti “Capotreno” altro non vedono che cogliere l’occasione per “vestirsi d’autorità”!
Ci mancherebbe anche di pagare anche la multa per una responsabilità non mia.
Possibile che chi gestisce la stazione ferroviaria di Pompei non abbia organizzato la funzionalità del servizio, in modo tale da gestire i turni in per assicurare un servizio fondamentale?
Possibile che non si sia neanche preoccupato che la tabaccheria che opera all’interno della stazione fosse fornita di un numero adeguato di biglietti, per soddisfare le esigenze dell’utenza alla quale viene dato, in cambio di un costo esagerato, anche un pessimo servizio?
Chi non ha mai viaggiato su di un regionale a lunga percorrenza? La sporcizia dei sedili, dei finestrini, la mancanza di funzionalità dei servizi di climatizzazione…?
Chi inoltre può dire di essere mai arrivato in orario viaggiando con un regionale a lunga percorrenza?
Mi vergogno sempre più di vivere in questo Stato; evidentemente questo è quello che ci meritiamo!
D’altronde quale esempio ne viene dall’alto se non quello che l’unico a valere è l’interesse privato e personale al di sopra di tutto e di tutti?
Anche alla stazione ferroviaria di Pompei hanno tutti capito ed imparato come si fa.
Chi può s’arrangi. Nel frattempo io e la mia signora abbiamo dovuto rinunciare alla partenza.
Grazie Responsabile della Stazione Ferroviaria di Pompei, per averci manifestato la tua inadeguatezza all’emergenza!
domenica 7 dicembre 2008
Al cimitero.
Mammà buongiorno! Come state?
Vostra figlia…?
No, non ci sta. Sto solo io. E sì, lo so, ve lo avevo promesso, ma intanto lei è dovuta andare da vostro marito.
La signora…?
E mi pare che oggi non ci andava. Almeno così ho capito.
Ma che dite? Ma quando mai!
Però qualcosa deve pur mangiare…!
Ma non è vero che si è fatto ciotto-ciotto.
Diciamo che grazie al cielo non sta male.
Si va be', anche grazie a voi…. Per carità! E lo sappiamo questo…
Mammà ma io non sono venuto per farvi sfogare perché vostro marito mangia…, io so venuto perché mi avete detto che mi dovevate fare gli auguri perché non mi potevate chiamare.
Come avete visto sto qua.
Ma non vi preoccupate per il regalo.
Voi il regalo che mi potete fare lo sapete gia!
No, ma quali numeri a lotto.
Che poi magari non escono e mi fate buttare i soldi.
Non ne indovinavate uno prima… figuratevi adesso…
Voi dovete stare vicino a vostra figlia! Questa è una cosa che mo' potete finalmente fare.
Le dovete dedicare tutto il tempo che non le avete dedicato prima.
Tanto che c'avete da fare?
Almeno da dove state la volete finire di pensare a vostro figlio?
Tanto a lui ci pensa la moglie….
Lo so che vi è venuta a trovare; avete visto?... Va a trovare pure vostro marito.
Ho pensato anch'io la stessa cosa vostra… ma vi sbagliate!
Ma quando mai…!
Ma che dite….! Ma dove state voi queste cose non le dovete nemmeno pensare…
Ma quando mai non le pare vero, e lo va a trovare per essere sicura che non è uno dei vostri dispetti…
Mammà vi devo dire la verità? Alle volte pure io penso che è uno scherzo, poi vengo qua e scopro che non è uno scherzo. Ma che ci volete fare.
Però il lo penso per un altro motivo…
Vi ringrazio. Senza i vostri auguri non mi pareva la mia festa.
No, vostro marito non mi ha chiamato ancora. Forse dopo.
Mammà ma lo volete capire che le caramelle non ve le potete mangiare?
Nemmeno la cioccolata! Vi fanno male.
Poi mi fate litigare con vostra figlia….
…e va bene…! Sì, la prossima volta ve la porto.
Non vi preoccupate. Ma adesso me ne vado.
Grazie ancora. Statevi bene. L'ho visto.
Quelle ai lati sono scure. La vostra è bella chiara. Si capisce subito che è la vostra.
Lo so, voi siete speciale.
Vostra figlia vi ha sempre considerata speciale…
Mammà me ne debbo andare.
Arrivederci!
giovedì 4 dicembre 2008
Considerazioni fisiologiche
Passeggio in bibicletta in una tarda serata di fine estate.
Mi trovo davanti alla Casa comunale del comune di Pompei.
Non abito a Pompei, ma mi capita spesso di trovarmici; si tratta di un comune adiencente a quello dove abito io.
Anzi, per chi non è del posto, non sembra nemmeno di trovarsi in un comune diverso, visto che qui di cartelli che avvisino dove finisce un comune e dove ne inizia un altro non v'è ombra.
L'edificio, una volta residenza del Beato Bartolo Longo fondatore del santuario dedicato alla Madonna del Rosario, si trova proprio di fronte alla facciata del santuario stesso.
Oltre ai giardini con la fontana, li divide un ampio tratto di strada inglobato in quella che è la piazza dedicata al Beato.
Proprio in corrispondenza dell'ingresso della casa comunale, al centro della strada, troneggia un ampia e maleodorante testimonianza del passaggio di uno o forse più d'un cavallo.
Cavalieri di passaggio in transito?
A volte se ne vedono, anche se di rado.
Forse militi in assetto da parata?
Anche di questi a volte se ne vedono. Non tanto in assetto da parata, quanto in vena di farsi ammirare nella pubblica via.
Si sa, il "Cavaliere" in divisa suscita da sempre un fascino particolare sulle attempate signore a passeggio.
Mi domando perché io, quando porto a passeggio il mio cane, debba avere con me – anche se non la uso - la paletta per raccogliere i suoi possibili residui di un potenziale bisogno fisiologico mentre chi va a cavallo no.
Eppure il mio cane, per quanto non sia di taglia piccola ma neanche grande, per dirla in breve "media" suvvia!, espleta necessità di molto ridotte, quasi sempre a ridosso dei marciapiedi o tra le aiuole, per nulla maleodoranti, e comunque giammai – e voglio sottolineare giammai - al centro della careggiata.
Farà anche questo parte delle stesse ragioni per cui è più facile che vada in gattabuia un ladro di mele piuttosto che un qualsiasi amministratore o direttore generale di una grande azienda a partecipazione statale?
venerdì 31 ottobre 2008
Terapia 1
Che io lo so poi che significa… la stessa cosa succede... come quella volta...
Dottore… io gliel'ho detto…. Glielo dovevo dire che non piaceva quello che mi aveva detto… come me lo aveva detto…. Perché poi fanno tutti così….
Nessuno che è sincero e che ti dice…
"guarda, non sei buono, mi fai schifo… non ho bisogno di te… non ci servi…. Ti credi di essere chissà chi e invece… il lavoro non lo sai fare… guarda non ti amo più perché mi sono innamorata di un altro…"
Il tempo ne è passato… ma io ancora non me lo riesco a dimenticare... mannaggia... che mi pareva che stava andando tutto così bello... con Michela, voglio dire... ci ho incominciato a raccontare… te la ricordi?
Ma si, quella coi capelli neri - neri che parevano di carbone...? che pure tu una volta mi hai detto "aho!, ma pare che i capelli se li tinge proprio con il carbone"... e io pure poi ti ho detto "hai proprio ragione come dici tu...... pare che se li tinge con il carbone..."
Neri - neri e ricci - ricci... riccissimi proprio che a me così mi piacciono...
che quello con Michela stava andando tutto lisco fino a che poi si è messa al lavorare....
che da quando si è messa a lavorare non si è capito più niente...
te lo ricordi anche tu, è vero, quando ha trovato quel posto dentro a quell'ufficio che ha cominciato pure a fare tardi la sera perchè diceva che il suo capo aveva proprio bisogno di lei.... perchè lei era bravissima... che quasi - quasi senza di lei non sapeva come fare...
Che io poi mi sono pure chiesto "ma se senza di lei non sapeva come fare, come aveva fatto fino a che prima che ci andava Michela a lavorare con lui?"...
che ce l'ho pure chiesto a Michela "scusa ma prima che ci andavi a lavorare tu, come faceva lui prima?"...
e lei mi ha risposto "eh, che ti debbo dire... mi ha detto che la sera non rimaneva e se ne andava a casa che stava pure solo e che non sapeva come fare.... quello ci ha una casa grande con un bel televisore... e forse si vedeva il televisore o si sentiva la musica con lo stereo e si beveva qualche liquore..."
... io prima ho detto "ah, va bene..." poi però ho pensato "ma come fa questa a sapere che il suo capo ci ha una casa grande, e che ci ha pure un bel televisore, e pure lo stereo e i liquori?"
... forse ci sarà dovuta andare a portare qualche carta che si era dimenticato... però non ce l'ho chiesto a Michela perchè ho pensato "vuoi vedere che poi si crede che io ci manco di fiducia, che chissà perchè ci chiedo come è che sa tutte queste cose della casa del capo suo..."
però mo' che mi ricordo mi ha pure detto che ci aveva una bella stanza da letto.... che quando ce l'ho chiesto.... mi ha detto che per caso ci aveva la porta aperta e lei l'ha vista.... una volta che ci aveva dovuto portare una carta importante che si era dimenticato in ufficio e lui non ci poteva ritornare... in ufficio... perchè ci aveva la macchina dal meccanico...
insomma però poi andava a finire che la sera faceva sempre più tardi, ma così tardi che una volta è tornata anche la mattina dopo.... quasi sempre tornava poi al mattino dopo.... che lei si credeva che io non me ne accorgevo perchè faceva piano che non mi voleva svegliare... ma io stavo già sveglio perchè ormai mi dovevo alzare… e pensavo che chissà che lavoro importante stava facendo che non aveva potuto lasciare.... e mi faceva pure un poco pena....
"ma che ci avevi da fare a lavorare così tanto?" ci ho chiesto... e lei poi mi ha guardato in faccia e mi ha detto....
"hai ragione, che ti devo dire, è che a me questo lavoro mi piace tanto... sono diventata proprio una appassionata di questo lavoro.... tu invece sei davvero una persona speciale... ed io ti voglio un bene che è troppo... troppo bene.... ti amo tantissimo..."
aho, parlava sempre lei senza nemmeno che riprendeva il fiato e io ci provavo ad interromperla perchè ci volevo dire che pure io l'amavo anche se erano cinque mesi che io mi addormentavo che lei ancora non era venuta, e che veniva a letto che io dormivo e poi quando io mi alzavo lei stava ancora a letto che non capisco se dormiva o faceva finta… qualche volta mi è sembrato che faceva finta… e ho pensato che povera creatura… io l'ho svegliata ma lei fa finta che non l'ho
svegliata perché se non sa che mi dispiace che l'ho svegliata… mentre io veramente non la volevo svegliare...
e quindi... ecco… da cinque mesi che… erano passati già cinque mesi che stava lavorando e che tornava tardi… insomma mi hai capito.... hai capito che voglio dire.. no...? ...era.. insomma... vabbe', hai capito....
cinque mesi sono pure tanti!... e che cavolo dico io.... almeno una volta al mese... non dico che chissà quante volte... però uno pure è un uomo.... che anche una donna poi... io mi domandavo come fa che non sente un po' di friccicore come lo sentivo io....
che ci ho pure litigato con mia mamma… perché io le dicevo che Michela si stava affaticando troppo… perché il capo suo la costringeva a lavorare pure la notte…
e mia mamma mi diceva "seee, seee, a fare la zoccola! Ma lo vuoi capire o no che quella ti mette le corna grosse come una casa…?"
e io mi arrabbiavo e me ne andavo… e qualche volta le ho pure chiuso il telefono in faccia… che quella poi se la prendeva pure con mio padre e gli diceva "ma possibile che chist'è venuto strunzo esattamente cumm'a tte! Tal'e quale to' sì fatto!"
che mio papà sbuffava e continuava a leggere il giornale e la lasciava dire…
io non ci credevo a quello che mi diceva mia mamma, perché Michela mi voleva bene… e infatti me lo aveva pure detto… dopo, ma me lo aveva detto…
e insomma lei poi ha continuato
"....e perciò io credo che anche tu mi vuoi bene tantissimo, e mi ami anche tantissimo... e io questo bene sento che non me lo merito.... e che pure tu non ti meriti di avere vicino una donna come me che non ci sta mai..... tu sei un uomo speciale... innanzitutto sei un uomo che deve avere vicino una donna che gli deve stare vicino dappertutto... e sopratutto quando poi si va a coricare... "
...e io sono riuscito giusto-giusto a fare di si con la testa ma non ho avuto proprio il tempo di dire quello che volevo dire...
"...è per questo che secondo me è meglio che ci lasciamo che io non voglio farti soffrire perchè tu una come me non te la meriti... tu devi avere una donna che è una vera donna... non una come me che lavora e che butta il sangue tutto il giorno a lavorare... e che la mattina sta più stanca di quando se ne è andata a dormire e che non ci sta mai perché lavora troppo per il suo capo..."
... insomma... non ci crederai quella si era fatta già la valigia.... due valige... si è presa pure un borsone che però era mio… due valige e un borsone… ha aperto la porta… se n'è andata… e non l'ho vista più....
e io sono rimasto come un fesso... però sono stato contento quando mi ha detto che io mi merito una donna migliore di lei.... ma solo un poco.... perchè ho pensato chissà che avrà voluto dire...
...insomma a me mi pare che quello che mi hai detto tu somiglia un poco a questa storia qua.... insomma non mi volete con la scusa che non posso lavorare da voi perché sono "troppo" bravo... mi pare di sentire la voce di Michela… che poi lo so che non è vero.... ma funziona sempre così.....
"no, no, e voi siete troppo bravo… sareste più bravo di tutti noi… con noi vi trovereste male perché voi sapete fare troppe cose e le sapete fare pure bene…"
Come con Michela.... mannaggia a Michela e a quando l'ho incontrata.....
Quando ce l'ho detto a mia mamma, che ci ho detto "sai mamma, Michela se n'è andata…" lei subito a fatto "Ah! Assa fa 'o cielo!... e addo' se ne gghiuta?"
"non lo so… mi ha detto che lei mi amava troppo… e proprio perché mi amava troppo e pure io l'amavo… e che il mio amore non se lo meritava… e che io mi merito una donna migliore di lei… insomma ha preso le valige e se ne è andata… non lo so dove se ne è andata…"
"sicuramente a ffà chella zoccola che è sempre stata…!"
Io mo' vorrei proprio sapere se veramente Michela mi voleva troppo bene o se aveva ragione mia mamma che diceva sempre che era una zoccola… dottore ma ditemi la verità…. Ma veramente la trovo la donna che mi debbo meritare…?
Mia mamma dice che io giusto una zoccola mi merito perché so' strunzo comm''a papà… io ho pure pensato "ma allora mia mamma è 'na zoccola…?" io ce l'ho pure detto a mamma "mamma – ci ho detto – ma allora pure papà s'è preso a 'na zoccola…?"
…dottore quella non mi ha fatto nemmeno finire la frase che mi ha tirato 'na seggia 'nfronte e ma ciaccato… che lo vedete questo bernoccolo…? Questa è la seggia che m'ha tirato in testa mamma…
che mentre me la tirava m'ha gridato appresso
"e secondo te si pateto se pigliava a 'na zoccola te faceva campa' dint' 'a sta casa e mmerda? Pateto è strunzo… ma tu si cchiù strunz'ancora pecchè te miette ch' 'e zoccole e ffaie pure 'na vit'e mmerda!"
Dottore, me lo sapete dire voi perché mi ha detto così…? Dottore…. Dottore…. Ma dove siete…?
mercoledì 27 agosto 2008
Meno male che c'è il Ministro Mariastella
Il ministro Gelmini a tre settimane dalla ripresa scolastica "Taglieremo 85mila docenti e abbatteremo gli sprechi"
"Scuola del Sud abbassa la qualità. Corsi agli insegnanti meridionali"
CORTINA D'AMPEZZO (Belluno) - "Nel Sud alcune scuole abbassano la qualità della scuola italiana. In Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata organizzeremo corsi intensivi per gli insegnanti". La risposta alle parole di Bossi arriva dal ministro dell'Istruzione. E' passato un mese da quando il leader del Carroccio, dal palco del congresso nazionale della Liga Veneta a Padova, gridò nel microfono che era l'ora di finirla di far "martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord". A tre settimane dall'inizio delle lezioni, Mariastella Gelmini annuncia alla platea di Cortina d'Ampezzo che l'ha invitata ad un dibattito pubblico, la strategia per migliorare la scuola italiana: corsi ai prof del Sud; taglio di 85 mila insegnanti; riduzione degli sprechi.
"La scuola deve alzare la propria qualità abbassata dalle scuole del Sud", ha detto il ministro bresciano. "Organizzeremo dei corsi intensivi per gli insegnanti del Meridione". Sembra che un test elaborato da Ocse-Pisa - l'Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione - vede la nostra scuola al 37esimo posto con un trend decrescente di anno in anno. "E' una realtà - ha detto il ministro - a cui bisogna porre rimedio".
E il "rimedio", il ministro all'Istruzione lo pone con i corsi agli insegnanti del Sud e il taglio di 85 mila docenti tra il 2009 e il 2011. "Chi critica la riduzione dei professori, indichi una strada diversa". La Gelmini vuole anche aumentare le ore: "E' giusto dare agli insegnanti gli strumenti per svolgere il proprio ruolo e un riconoscimento sociale. Reinvestiremo i soldi recuperati dagli sprechi e dal taglio sulle spese per il personale, premiando chi raggiungerà i migliori risultati".
(23 agosto 2008)
Vivail cielo! finalmente qualcuno che si è accorto che i nostri poveri studenti del Sud sono vessati e giudicati da una masnada di insegnanti ignoranti e presuntuosi.
La speranza quindi, che venga fatta giustizia è alle porte.
Verranno infine, quali orde di intelligentissimi e preparatissimi educatori inviati dal governo centrale, centinaia – forse migliaia! - di sapientissimi docenti docenti del Nord Italia, a rendere giustizia della insipienza culturale all'origine della quale sono nati e cresciuti – vorrei dire “hanno bivaccato” per decenni senza meritare di sopravvivere nemmeno nel ricordo – Pirandello, Verga, Sciascia e tanti altri ignorantissimi personaggi che a quelle stesse inquinate fonti si sono abbeverati.
Meno male che c'è il Ministro Mariastella Gelmini che aiuterà i nostri ignorantissimi figli e nipoti a migliorarsi rendendoli degni dei loro simili del nord.
Il Sud: che immane tragedia il pensare che “riesce”, con la sua indolenza ed insipienza ad abbassare financo il livello della qualità della scuola e dell'istruzione nazionale!
domenica 24 agosto 2008
Sono in “www.asca.it”, e leggo:
BONDI: POSIZIONI FAMIGLIA CRISTIANA DANNEGGIANO CHIESA (REPUBBLICA).
(ASCA) - Roma, 14 ago - Famiglia Cristiana continua ad ''esprimere opinioni su questioni politiche e sociali che riflettono una cultura che sbrigativamente viene definita catto-comunista. Non capisco perche' il suo direttore neghi scandalizzato questa accusa''. In questi termini il Ministro per i Beni e le Attivita' culturali, Sandro Bondi, valuta i recenti interventi del periodico dei paolini critici verso il governo.
'Quello che mi sorprende - tiene a sottolineare Bondi in un'intervista a 'La Repubblica' - e' soprattutto il tono, che non si addice ad un settimanale cattolico''. Ma l'ex coordinatore di Forza Italia non si meraviglia. ''Il filo conduttore e' sempre quello: la simpatia per i 'cattolici adulti' (primo fra tutti Prodi, ndr) e l'antipatia viscerale per Berlusconi''.
Non credo alle “antipatie viscerali”, ma penso che qualcuno dovrebbe pur prendere infine una volta per tutte le distanze da chi, come sembra di capire, non ha la coscienza a posto; sarebbe in effetti questo, un atto di giustizia nei confronti di tutte le persone oneste e per bene.
Vero è che fino a prova contraria siamo tutti presuntivamente non colpevoli, ma è anche vero che laddove questa presunzione sembra venire a mancare, si faccia chiarezza affrontando senza indugio il giudizio, non paventando inesistenti complotti e soprattutto giammai costruendosi ad hoc leggi tendenti ad annullare quello che per gli altri sarebbe un reato.
Ciascuno di noi normali è tenuto a rapportarsi alle leggi ed alle norme vigenti, e non costruire le norme e le leggi affinchè giustifichino come lecito l'operato.
Opera questa di chi, detenendo il potere farebbe di se un dittatore e non un governante democratico.
Anzi proprio chi detiene il potere in un paese democratico, dovrebbe dare il buon esempio sottostando alle leggi che ne hanno consolidato la storia nel corso degli anni.
Se la legge è uguale per tutti, ed essere a tutela dell'intera collettività, buona o cattiva che sia, e non a vantaggio di pochi singoli, deve essere veramente uguale per tutti.
E se c'è chi non è degno di onorevolezza, è giusto che si ritiri o che venga cacciato via definitivamente fino a che non accetti di essere giudicato.
Al di là del credere o meno in Dio, resta di fatto che non è questa terrena la “vita eterna”.
Anche i presunti “Potenti” sono destinati a finire.
Pur seppelliti in sarcofaghi d'oro e vellutati, all'interno non resteranno di lui che ossa e marciume.
Quello che fa diventare grande un uomo, ed a renderlo immortale è la memoria che riuscirà a lasciare di lui.
Indipendentemente dai suoi possedimenti, seppur molti e di grande valore.
Questi saranno soltanto soltanto come brandelli di carne sparsi nel campo su cui, alla prima occasione, si abbatteranno fameliche iene rimaste ad attendere il momento dell'abbandono.