giovedì 27 novembre 2014

Scafati. Provincia di Salerno. Gli amministratori locali di turno: uomini o caporali?

Scafati è un comune che conta circa cinquantamila e duecento abitanti, e si estende su di una superficie di quasi venti chilometri quadrati.

Nove sono le frazioni che ne fanno parte e confina con ben otto comuni: cinque appartenenti alla provincia di Napoli e tre di Salerno.
Il confine tra Scafati e buona parte degli otto comuni è senza soluzione di continuità.
Dunque il coinvolgimento nella gestione del territorio dovrebbe essere concertata di comune accordo alfine di rendere il più agevole possibile i collegamenti, le comunicazioni, e il quanto più attenta e accorta la sicurezza.
Amministrazioni pubbliche coscienziose che vogliono fare le cose per bene al di là di qualsiasi interesse personale si comporterebbe secondo questo principio.

Sarebbe già tanto se almeno ciascuna amministrazione si comportasse decentemente almeno con l’utenza residente.

Solo una chimera, neanche un sogno.
Un qualcosa di impensabile che solo menti contorte e strane come la mia potrebbe mai pensare.
Via Catalano. Non si vede ma c'è l'incrocio 
con Via Niglio a sinistra

Ogni comune gestisce nel peggiore dei modi possibile la cosa pubblica di riferimento, disavvenendo al giuramento morale fatto ai residenti di ogni singolo sito.
Eppure volendola includerla in un unicum complessivo, abbiamo davanti una popolazione che assomma a quella di una media cittadina del centro Italia.

Dunque mi limito a soffermarmi su Scafati dove la situazione che sembrerebbe non potrebbe essere peggiore rispetto a quanto ogni giorno appare, di volta in volta raggiunge nuovi record.

Siamo su Via Luigi Cavallaro all'incrocio con Via Niglio.
Dietro l'albero sembrerebbe ci sia un cartello: quale?




E tutto questo mentre non si capisce i pubblici amministratori cosa facciano e come spendano i soldi di chi paga i loro lauti stipendi, feste, festicciole, convegni ed esibizioni da circo equestre.

Le strade: tutte spaventosamente abbandonate.

Siamo su Via Luigi Cavallaro all'incrocio con Via Niglio.
Dietro l'albero sembrerebbe ci sia un cartello: quale?
Ci siamo avvicinati lentamente ma... non si capisce niente!


Mancano di segnaletica: orizzontale o verticale che sia; ogni tanto quella orizzontale appare come un miraggio per scomparire nel giro di poco tempo: invece di vernici utilizzeranno acquerelli per dipingerle.

Gli incroci non sono segnalati e sopratutto quelli che meriterebbero una maggiore e migliore attenzione anche da parte della presenza di agenti della polizia municipale.

Manca una rete semaforica adeguata, l'illuminazione è totalmente insufficiente e insignificante sopratutto nei traggo di maggior scorrimento.
Manca del tutto una segnaletica orizzontale che consenta di identificare la mezzeria sopratutto negli incroci che ciascun automobilista/pilota impegna per come meglio crede.

 Da via Catalano imbocchiamo Via Niglio verso via Catalano.
A metà strada c'è un incrocio: ma dove sono i segnali?
Chi avrà la precedenza? 

Sono state date licenze per negozi che causano disagi alla circolazione sopratutto agli incroci, e peggio ancora in punti in cui il traffico avvelena letteralmente i prodotti alimentari messi in bella esposizione sui marciapiede.

Girando per le vie che appartengono al comune o che del comune sono parte integrante o integrata, ci si rende conto di come quello della sicurezza sia un argomento totalmente sconosciuto al sindaco, agli assessori, alla forza pubblica.

Non esiste controllo delle merci esposte sul marciapiede, non esiste il ragionare sulla inconvenienza di concedere licenze commerciali.

Insomma: Scafati è davvero un comune pessimo e inadeguato sotto tutti i punti di vista.
Nessuna preoccupazione si è mai vista manifestare da parte degli amministratori pubblici nè di coloro che dovrebbero provvedere al controllo delle leggi e dei regolamenti minimi della buona civiltà.

Ogniqualvolta ho inteso manifestare una situazione di disagio presso la sede del comando della polizia municipale, mi è stato risposto sempre evasivamente, e in particolare che le competenze erano altrui e che quanto da me rilevato sarebbe stato posto all'attenzione di non si sa bene chi.
Ovviamente nulla è stato mai attuato e nessuno si è mai attivato per la soluzione delle situazioni che incresciosamente non danno altro risultato che un incancrenirsi.

Sono davvero sconcertato da questa nullità di personaggi che in trenta anni circa da che sono residente in questo comune ho visto avvicendarsi.
Ognuno pensa al proprio utile e tornaconto e a quello dei propri amici o parenti: come pensare diversamente.

Non occorre indicare partiti politici o nominativi, perché sono tutti indistintamente uguali.
Ciascuno pensa a sé stesso, ai propri parenti e amici quando riuscissero a portar voti utili alla elezione di turno.

Sembra quasi che esista un cartello in base al quale "oggi a me e domani a te, posdomani a lui..." e poi si ricomincia da capo.
Nessuno mai che si sia detto: 
"non sono riuscito in quel che avevo intenzione di fare, ho mancato la promessa morale fatta ai cittadini, restituisco i soldi che ho preso nei cinque anni di governo perché non li ho meritati, obbligo chi era con me coinvolto in questa disastrosa gestione a fare lo stesso e mi ritiro dal continuare a fare politica."

A questa gente manca una cosa importante per l'impegno che assumono: l'umiltà!
Manca l'autocritica e il senso del dovere assunto verso la collettività.
Manca il senso della decenza e della responsabilità.

Manca la cosa fondamentale: l'essere uomini.


Le fotografie inserite provengono da archivio personale.
Quelle inserite sono fotografie che esemplificano uno dei tanti percorsi utilizzati dagli automobilisti per esprimere le loro doti di piloti da formula uno o relly.
Via Luigi Cavallaro è sicuramente uno dei più utilizzati.

Lungo il percorso c'è anche un segnale che annuncia la presenza di dossi artificiali.

Nessun dosso artificiale è presente su tutta la strada, ma fa sorridere pensare che in alcune strade sono presenti dei dossi invisibili, per i quali non c'è alcun avviso: ce si li ritrova tutt'ad un tratto sotto le ruote.
Ovviamente le auto normali sono le uniche che vi sobbalzano, mentre per la quantità di SUV che percorrono le vie del territorio è come calpestare un sassolino.

Mancano le foto che testimoniano la situazione critica dei locali commerciali come la pescheria e il bar situati all'angolo tra Via Buccino e Via Martiri D'Ungheria: auto parcheggiate all'incrocio e in doppia fila che creano traffico e pericolo vista anche la totale mancanza di segnaletica e di divieto di sosta o di sosta limitata, oppure dei vari negozi di vendita di prodotti ortofrutticoli che posizionano la merce sui marciapiede alla mercè delle polveri e dei gas di scarico delle auto, dei camion e degli autobus che transitano e che spesso e volentieri sono fermi a causa del traffico: veleno-veleno-veleno che viene fatto inoculare attraverso cibi e bevande ai cittadini grazie alla complicità delle istituzioni e alla scarsa coscienza dei titolari dei negozi.
Le fotografie mancano per evitare ritorsioni da parte degli esercenti ai quali obtorto collo non sarebbe possibile garantire la privacy per ovvii motivi.

venerdì 21 novembre 2014

Ancora Scafati e ancora Via Pasquale Vitiello. Sindaco Aliberti: occorre mettere fine allo scempio!

Mentre dalla home page del sito del comune di Scafati troneggia la fotografia di un sindaco che si presenta con un sorriso immotivato, il comune muore e si depaupera giorno per giorno.


Il sindaco è un "servitore" e non un "eletto da Dio".
Lui e la sua giunta dovrebbe avere a cuore il benessere e la tranquillità dei residenti e degli ospiti del comune del quale ha "l'onore" di essere il rappresentante ufficiale, non stare a magnificarsi con manifestazioni o iniziative che non hanno alcun fine pratico per la cittadinanza.
L'essere eletti alla carica non dà alcun diritto ma solo e soltanto doveri e obblighi.
Chi non è disposto a questo dovrebbe farsi da parte.

Abbellire esternamente le vie, o parte di esse non serve a nulla se la sostanza poi é solo marciume e spazzatura.
Non ha alcuna utilità il promuovere convegni, fare riunioni, invitare chi politicamente appartiene allo stesso partito e aspira a diventare addirittura presidente di Regione.

Non siamo in una perenne campagna elettorale, quanto piuttosto in una continua battaglia per la sopravvivenza!

Voglio di nuovo scrivere di Via Pasquale Vitiello che è l'emblema della non curanza, dello scempio perpetrato in barba ai residenti che al sindaco pagano lo stipendio, e le spese di rappresentanza - che non è una rappresentanza richiesta dai cittadini - e dello sperpero del denaro pubblico.

Questa strada avrebbe avuto sí bisogno di una risistemazione, ma del suo sottosuolo in primis.
Questa strada non ha fogne che consentano di sversare le acque nere dei condominï nel collettore, ma è essa stessa una fogna a cielo aperto!

Non c'era bisogno di decidere in merito ai lavori per il rifacimento dei marciapiede e del manto stradale; sarebbe stato più importante e preponderante, più logico e corretto e una spesa ben fatta, quella di creare finalmente un condotto fognario.
A camminare, a piedi sopratutto, ci si arrangiava alla men peggio.
La "pista automobilistica" per il transito delle auto, i camion e le moto che era già la via Pasquale Vitiello è rimasta come prima.

Anzi il pericolo per i pedoni è aumentato e non di poco!

Da quando per chissá quale motivo è frullato per il capo a qualcuno l'idea del rifacimento dei marciapiede in questa via, siamo davvero finiti dalla padella nella brace.

Tutti gli abitanti della strada dovrebbero manifestare la loro protesta non provvedendo, quando la data del 16 dicembre prossimo sarà giunta, al saldo dell'ICI!
Questa giunta dovrebbe restituire i soldi che fino a oggi ha costituito il suo immeritato stipendio!


Il sindaco e la sua giunta meriterebbero di essere denunciati per l'incuria ancora una volta manifestata nei confronti dei cittadini che - é bene ricordarlo - pagano loro stipendi, spese e feste per esaltare la loro nullità.
Sì, perché alla fine è questo quel che traspare: il loro essere un nulla di fronte ai problemi che già esistendo essi non risolvono, e che ulteriormente creano.
Via Pasquale Vitiello è solo una delle tante indecenze che fanno bella mostra di sé girando per le strade di questo comune.

Lo stato in cui ancora oggi Via Pasquale Vitiello versa è sotto gli occhi di tutti tranne che del sindaco dal suo disarmante e avvilente sorriso, e degli amministratori pubblici che lo contornano.

Eppure per questa via passano in tanti di pubblici ufficiali: polizia municipale, polizia dello stato, carabinieri.
Tutti silenziosi complici di una sciatteria e di una strafottenza che altro non fa che dare una immagine reale di coloro che questo comune amministrano.

Il lavori sono stati sospesi, la ditta appaltatrice - una o più non saprei - ha portato via sia i materiali che erano depositati che gli attrezzi di lavoro.
La loro presenza dava l'idea che i lavori proseguivano anche se senza fretta.
Ora invece è tutto chiaro: voce di corridoio fa sapere che nessuno è stato pagato, o che i pagamenti sono stati sospesi.



Tratti di marciapede lasciati rotti e transennati, buche sui marciapiedi messe in "protezione" infilandoci dentro tubi facilmente amovibili e sottolineati con plastiche che il vento porta via e che chiunque potrebbe rimuovere facendo diventare pericoloso il camminare sopratutto di sera.



 Per non dire della pavimentazione stradale sconnessa già di suo che è diventata ulteriormente pericolosa a motivo degli invasi posti sulla via e della sua situazione in genere che rende pericoloso il transito a chi si trova in bicicletta o in motociclo.
La sabbia di cui la via è pervasa rende scivoloso qualsiasi tipo di camminamento che non venga effettuato su quattro ruote, e questo sopratutto dopo la pioggia.
Scarichi pluviali che scendono dai tetti degli stabili e che finiscono al di sotto della sede stradale producendo danni agli edifici e creando pericoli a chi cammina a piedi.

Una strada senza controlli, che viene percorsa da centinaia di automobili e camion - questi ultimi in barba al divieto posto a inizio della via sia da un verso che nell'altro - che camminano a velocitá imprecisate con pericolo per i residenti che si muovono a piedi

Insomma: un altro scempio perpetrato dalla amministrazione comunale di turno.
Un altra medaglia nera da apporsi sul petto.

Caro sindaco: davvero non c'è da ridere!















* FOTO: PROVENIENZA DA ARCHIVIO PERSONALE.

mercoledì 19 novembre 2014

Anno1832: Ferdinando II emana un editto per la regolamentazione della pulizia delle strade. Anno 2014: a Scafati scarichi fognarï con le acque piovane. Fogne a cielo aperto!

Anno1832: Ferdinando II emana un editto per la regolamentazione della pulizia delle strade.

Fonte: DECRETIAMO. Decreti e leggi del Regno delle Due Sicilie (1815-1860)

Il primo e assoluto esempio di regolamentazione di una specie di raccolta differenziata dell'immondizia antelitteram. 
Non riguardava solo Napoli, giacché quei provvedimenti vennero adottati in tutto il Regno delle Due Sicilie, in base a diverse Istruzioni emanate dall'apposita magistratura della salute pubblica come strumento di prevenzione del colera, che in quel periodo affliggeva diversi Paesi europei. 

Le ordinanze prefettizie, che rigirarono nel luglio del 1832 ai diversi circondari e mandamenti di tutte le province del regno quelle istruzioni, prevedevano in particolare, al titolo I (Nettezza delle strade, ed altri siti), quanto segue: 
Art. 1.    Tutt'i proprietarii, o fittuarii di case, botteghe, cortili, e giardini saranno tenuti...a far ispazzare innanzi a' medesimi in ogni giorno di buon mattino. 
Art. 2.   Le immondezze saranno raccolte in un angolo lateralmente alle rispettive porte, senza avvicinarle alle abitazioni contigue. 
Art. 3.   Restano vietati sulle strade, e ne' recinti qualunque gli accomulamenti d'immondezze, tranne i momentanei, de' quali si è parlato nell'articolo precedente, di calcinacci, rottami, e sfabbricine, come del pari che vi si gittino delle acque lorde, incomode, e nocive alla respirazione. 
Art. 4.   I proprietarii, e locatarii di stalle, e rimesse faranno giornalmente togliere al sorger del giorno, e portar via il letame dalle medesime o vendendolo, od avvalendosene per le campagne di loro proprietà…
Art. 5.   A niuno sarà permesso di aver dentro gli abitati delle stalle permanenti ad uso d'interi armenti di pecore, di capre, o di altra specie di animali gregarii, ch'eccedano il numero di trenta. 
Art. 6.   In ciascun Comune saranno destinati dalle Autorità Municipali de' mondezzai incaricati di pulire le strade, ed a caricare, e portare nelle campagne le materie indicate…
Art. 7.   Non sarà accordata sotto qualunque pretesa la nocevole pratica di scavare de' fossi nell'abitato per raccogliervi il letame, e macerarlo per uso di cancime, e tanto meno lungo le pubbliche strade. 
Art. 8.   Dal primo di giugno fino a tutto settembre di ciascun anno i proprietarj, o locatarii saranno espressamente tenuti di far innaffiare due volte al giorno quella parte di strada, ch'è sita innanzi alle loro case, botteghe, a' loro giardini, cortili ec. ec. Il primo innaffiamento dee precedere lo spazzamento delle strade al mattino; l'altro avrà luogo verso le ore ventuno. 
Art. 9.   Tutt'i proprietari di case...saranno obbligati di far costruire a di loro spese un recipiente, o come altrimenti dicesi, un chiusino nel recento de proprii cortili, atto a raccogliere le acque fetide, ed immonde, affinché le stesse non fluiscano sulle strade in danno della pubblica salute per delle buche che abusivamente soglionsi tenere accosto ai portoni...

Erano anche previste norme particolari per i rifiuti delle industrie, le quali dovevano essere situate in luoghi segregati e distinti dall'abitato. 
Per esse si provvide generalmente con condotti sotterranei...per incanalarvi le acque, o altri materiali guasti risultanti dalla lavorazione. 
Ma anche, specie per i laboratori chimici e le officine degli ottonari, ed altre di simil natura, che per lo sviluppo di certi particolari gas dipendenti dalla liquefazione di alcuni metalli potevano alterare la salubrità dell'aria, per mezzo di fornelli con cappe, e lunghi cammini, superiori alle circonvicine abitazioni, ed atti a portare i suddetti gas al più alto che sia possibile per farli disperdere da' venti, e neutralizzare dall'aria atmosferica. 
I contravventori sarebbero stati multati (per un importo compreso fra 5 e 29 carlini) e puniti con la reclusione da uno a tre giorni.



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Anno 2014. A Scafati. Amministrazione attuale. 

Scafati manca totalmente di fogne. 
La raccolta differenziata avviene fermo restando la buona volontà dei cittadini che vanno alla ricerca delle campane per depositare i vetri e acquistano a proprie spese i bidoni per raccogliere solido e umido.
Raccolgono invece la carta e la plastica con pazienza per poi depositarla al centro di raccolta. Cosa possibile per chi ha una automobile a disposizione.
Gli altri cercano di comportarsi al meglio possibile.

Non tutti: basta vedere la quantità di deiezioni solide di cani abbandonate in strada senza essere raccolte.
Mai visto un vigile della polizia municipale fermare un conduttore di cani per verificare la presenza del sacchetto apposito.

Le strade vengono lavate raramente - almeno credo: mai visto un lavaggio di strade in 37 anni di residenza in questo comune, ma potrebbero non coincidere gli orari - e senza alcun calendario pre-stabilito.

Gran parte del comune non ha fogne per la raccolta delle acque nere e delle deiezioni solide umane.
I condominï hanno dei pozzi neri o vasche che vengono ripulite quando esondano all'esterno.
Poi fare lo spurgo è diventato un problema: le vasche si esauriscono, il numero degli spurghi si moltiplica, il costo lievita in maniera esorbitante.
Come risolvere dunque?

E il problema è stato da tanti risolto con un allacciamento agli scarichi delle acque pluviali.
"Tutta Scafati fa così. Sopra al comune sanno tutto e fanno finta di niente".

In Via Pasquale Vitiello c'è un tombino di raccolta delle acque collegato con lo scarico fognario di un condominio prospiciente.
La pompa che sversa le acque dal pozzo dello stabile è così potente che l'acqua esce fuori zampillando sulla strada. 
Accanto c'è una scuola materna privata gestita da suore.

Non capisco come sia possibile che nessuno protesti: sopratutto i genitori dei bambini che non possono non chiedersi il fetore che si spande nella via da dove provenga.
Io ci ho provato ma senza successo: ho rinunciato.

Quando piove gli effluviï che si spandono per le strade danno a credere di trovarsi in una fogna; e in effetti lo sono: le strade di Scafati, gran parte di esse cioè, sono fogne a cielo aperto con il benestare dell'amministrazione di turno.

Sì, perché si tratta di una situazione che risale a diversi decenni addietro: una amministrazione ogni cinque anni, il costo è presto fatto; almeno 7 da quando posso contare io pur se con sindaci ripetuti.
Come sempre non è una questione di "colore politico" ma di persone.

Intanto questa amministrazione pensa a rifare i marciapiedi e a sistemare lampioni, sempre che i lavori non vengono interrotti, e allora resta tutto in condizioni drammatiche come la situazione che affligge Via Pasquale Vitiello.

Si pensa a far feste, a inneggiare ai falsi trionfi spendendo i soldi dei cittadini per motivi che ai cittadini non interessano per nulla.



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Il sud illuminato negato dai libri di testo, "storia da riscrivere". Il mattino di Salerno - 16 novembre 2014. Gianluca Sollazzo.

Il sud illuminato negato dai libri di testo, "storia da riscrivere".

Articolo a firma di Gianluca Sollazzo. - Il Mattino di Salerno del 16 Novembre 2014.

Autorizzazione alla pubblicazione su questo blog ricevuta.


Il recupero della identità storica del Mezzogiorno d'Italia può partire dalla riscrittura dei manuali di storia.
Ne sono convinti presidi, docenti e studenti di una rete di scuole che ieri hanno lanciato dall'Istituto Genovesi di Salerno una battaglia formativa in difesa della identità del Sud e della verità storica.

Per questa ragione è pronta a partire una petizione per reinserire nei testi scolastici delle scuole medie e superiori pensatori meridionali non approfonditi, oppure tralasciati per anni dai programmi didattici.

Da Antonio Genovesi a Mario Pagano, arrivando a Bernardo da Tanucci.
Tutti cultori di un Sud e di illuminismo meridionalista che docenti e studiosi salernitani puntano a riportare in auge.

"Non è l'iniziativa di un gruppo di nostalgici - fanno sapere i promotori della petizione - ma di una missione all'insegna della verità storica".   
                                                         Foto 1
L'obiettivo è educare gli studenti e le nuove generazioni al recupero della memoria meridionalista e di una Campania pre-unitaria nel 1861 perché "una storia dimenticata è un futuro perso".

A lanciare la battaglia erano stati nei mesi scorsi gli studenti della III C della media Alfonso Gatto di Battipaglia, guidati da Gerardo Granito, che in classe sono riusciti a smontare la tesi di un mezzogiorno subalterno al Nord alla vigilia dell'unificazione d'Italia sostenuta in alcuni passaggi proprio dal loro manuale scolastico di riferimento.

Ne scaturì una formale protesta indirizzata agli autori del libro di storia adottato a inizio anno scolastico, colpevole di aver omesso alcuni aspetti relativi alle condizioni del mezzogiorno nella fase preunitaria.

A finire sotto accusa sono state alcune citazioni del libro "Chiedi alla Storia" (Bruno Mondadori), scritto da Franco Amerini e Roberto Roveda e destinato alle scuole medie.

Affrontando come da programma le fasi che hanno portato alla unificazione del regno d'Italia, gli studenti della Gatto si sono imbattuti in un paragrafo ritenuto "discordante" con gli studi di approfondimento avviati sotto la supervisione del loro docente di storia.

In particolare un passaggio.
"Nel sud della penisola - era scritto alla pagina 390 del libro - sotto il governo della dinastia dei Borbone, l'economia era bloccata. I sovrani del Regno delle due Sicilie facevano poco o nulla per avviare l'industrializzazione e favorire le attività imprenditoriali".

Da quell'esperienza didattica sono trascorsi mesi e la missione di recupero della memoria è andata avanti trovando il sostegno di studenti e professori dell'I.I.S.S. Nitti di Napoli e dell'I.I.S.S. Dante Alighieri di Avellino, e ancora dell'ITG Fermi di Isernia, pronti a sottoscrivere una petizione a favore dell'introduzione degli storici meridionalisti.

Foto 2
 A sostenerli è anche il geologo Salvatore Candila, presente ieri al lancio della petizione tenutasi al Genovesi.

"Puntiamo a riscrivere la storia arricchendola con i contributi di tanti storici, filosofi e cultori del sud – dice - consapevoli che la verità storica assoluta non esiste, ma almeno si può chiedere di inserire nei testi approfondimenti sui pensatori di un meridione avanzato".
 Alunni e prof uniti nel confutare le tesi su un Sud arretrato prima del 1861. 

 Foto 3
"Basta ricordare un decreto che il 3 maggio del 1832 sotto i Borbone - dichiara il geologo - istituì per la prima volta nella penisola la raccolta differenziata a tutela della salute della popolazione per scongiurare il rischio colera".







© Riproduzione dell'articolo riservata.
Autorizzazione alla sua pubblicazione integrale su questo blog ricevuta.

Le fotografie inserite sono una iniziativa personale del titolare del post e non sono state prelevate dall'articolo originale.

Foto 1 - Fonte www.fontesud.it - Locandina dell'evento.
Foto 2 - Provenienza da archivio personale.



martedì 18 novembre 2014

...vi parla il Maresciallo Maggio!: La Scelta

...vi parla il Maresciallo Maggio!: La Scelta: C'è un episodio misconosciuto nella tragedia dell'occupazione nazista in Italia. I Nazisti ordinarono la liquidazione del Gh...